tradimenti
La cura inattesa
Kimboy74
16.02.2026 |
302 |
0
"Laura lo prese tra le labbra, succhiandolo con avidità, la lingua che lambiva la vena pulsante..."
La Cura InattesaEra il 15 agosto, Ferragosto, e trovare un medico aperto sembrava un'impresa impossibile. Carmelo, un uomo sulla quarantina con i capelli brizzolati e un'aria preoccupata, aveva cercato ovunque per aiutare sua moglie Laura. Lei, una donna di 35 anni con curve generose, capelli castani mossi e un viso dolce segnato dal dolore, soffriva di un mal di testa lancinante che l'aspirina non riusciva a placare. "Non è grave," aveva detto lei, ma il dolore la tormentava da ore.
Alla fine, Laura aveva trovato un sito web strano: 'Dottore Dottore e Ancora Dottore'. Sembrava un po' losco, ma era l'unico disponibile. Carmelo decise di accompagnarla. Lo studio era in una via periferica, un edificio anonimo con una targa sbiadita. Entrarono insieme nella sala d'attesa, arredata con sedie di plastica e poster medici ingialliti.
Il dottore, un uomo di mezza età con occhiali spessi e un camice stropicciato, li accolse con un sorriso enigmatico. "Buongiorno. Il signor Carmelo, vero? Accomodati fuori, per favore. Durante la visita preferisco la privacy totale." Carmelo esitò, ma annuì e si sedette nella sala d'attesa, sfogliando una rivista vecchia.
Laura seguì il dottore nella stanza delle visite. Era una camera asettica, con una poltrona ginecologica al centro, strumenti sparsi su un tavolino e una porta laterale socchiusa. "Mi dica, qual è il problema?" chiese il dottore, sedendosi su uno sgabello.
"Ho un forte mal di testa," rispose Laura, massaggiandosi le tempie. "Ho preso l'aspirina, ma non passa."
Il dottore la squadrò da capo a piedi, i suoi occhi indugiando sulle sue forme. "Ho già capito il problema. Ho bisogno di visitarla. Si spogli completamente e si accomodi sulla poltrona ginecologica."
Laura arrossì, sorpresa. "Spogliarmi? Per un mal di testa?"
"Fidati, è procedura standard qui. Dobbiamo escludere cause secondarie." Con mani tremanti, Laura si tolse il vestito estivo, il reggiseno e le mutandine, restando nuda. Il dottore la aiutò a posizionarsi sulla poltrona, le gambe divaricate e fissate nelle staffe, esponendo la sua figa rasata e il suo culo tondo.
Si chinò in avanti, il naso a pochi centimetri dalla sua intimità, e inspirò profondamente. L'odore muschiato della sua figa lo eccitò visibilmente. "Non ha figli, vero?" chiese, senza alzare lo sguardo.
"No, dottore," rispose Laura, imbarazzata. "Con mio marito abbiamo tentato per anni, ma niente. Non siamo arrivati da nessuna parte."
Il dottore annuì, sfiorando con un dito le labbra della sua figa. "Si tratta di un blocco vaginale. Una tensione muscolare che impedisce il rilassamento completo. Causa anche mal di testa da stress. Se vuoi, posso sbloccare tutto. Mi permetta di usare quello che serve..."
"Di cosa si tratta, dottore?" chiese Laura, il cuore che batteva forte.
Lui sorrise, slacciandosi i pantaloni e tirando fuori il suo cazzo già semi-eretto, spesso e venoso. "È una cura a base di cazzo. Tuo marito meglio che non sappia nulla. Useremo penetrazioni multiple per sciogliere il blocco. Figa e culo, per un effetto completo."
"Oh mio Dio!" esclamò Laura, gli occhi spalancati sul membro del dottore. Ma una parte di lei, repressa da anni di frustrazione, si sentì eccitata. "Ma è... molto costosa questa cura?"
"No, anzi. Se autorizzi a filmare per fini scientifici e vendere il video, guadagni anche 500 euro. Anonimato garantito."
Laura esitò solo un momento. Il dolore alla testa pulsava, e l'idea di una 'cura' così audace la intrigava. "Va bene. Quando possiamo iniziare?"
"Adesso. Facciamo tutto qui." Il dottore chiamò attraverso la porta laterale: "Entra, Jamil!" Un ragazzo di colore alto e muscoloso, con dreadlock e un sorriso malizioso, entrò. Indossava una maglietta logora; era il venditore di cianfrusaglie che bazzicava il piazzale lì vicino. "Lui è specializzato nell'anale," spiegò il dottore.
Poi urlò: "Infermiera! Porta la telecamera!" Una donna procace sui 30 anni, con un'uniforme attillata, entrò con una videocamera professionale. "Ok, metti la maschera," disse il dottore a Laura, passandole una maschera anonima che copriva il viso, lasciando solo la bocca visibile.
Laura, con il cuore in gola, annuì. Il dottore e Jamil si avvicinarono, i loro cazzi già duri e pulsanti. "Inizia con un pompino," ordinò il dottore. "Succhia me e lui, per lubrificare tutto."
Laura aprì la bocca, obbediente. Prima prese il cazzo del dottore, succhiandolo avidamente, la lingua che girava intorno al glande mentre le sue labbra scivolavano su e giù. Il sapore salato la fece gemere. Poi passò a Jamil, il suo cazzo più grosso e scuro, che le riempì la bocca fino in gola. Lo leccò con foga, alternando tra i due, la saliva che colava sul mento. L'infermiera filmava da vicino, zoomando sui suoi movimenti.
"Brava," grugnì il dottore. "Ora, preparati." La slegarono dalle staffe per un momento, poi la girarono a quattro zampe sulla poltrona, il culo in alto. Jamil si posizionò dietro di lei, sputando sulla sua figa per bagnarla, poi spinse il suo cazzo enorme dentro di lei con un colpo secco. Laura urlò, un misto di dolore e piacere, mentre lui la scopava forte, il suo bacino che sbatteva contro il suo culo.
Contemporaneamente, il dottore si mise davanti, afferrandole i capelli e ficcandogli il cazzo in bocca. "Succhia mentre ti prendono," ordinò. Ma presto cambiarono: il dottore passò dietro e mirò al suo culo stretto. "Rilassati," disse, spingendo piano. Il suo cazzo entrò centimetro dopo centimetro, dilatandola. Laura gridò, le lacrime agli occhi, ma il piacere montava.
Ora erano in due: Jamil nella figa, che la riempiva completamente con spinte ritmiche, il suo cazzo che sfregava contro le pareti interne; il dottore nel culo, che pompava con veemenza, i loro corpi che si muovevano in sincrono. Laura urlava dal piacere, "Sì! Oh cazzo, sì! Più forte!" Le sue tette ballavano a ogni affondo, i capezzoli duri. L'infermiera catturava ogni dettaglio: il sudore che colava, i gemiti, i cazzi che entravano e uscivano dalle sue aperture.
Fuori, nella sala d'attesa, Carmelo sentiva le urla ovattate attraverso la porta. "Povera gente," pensò. "Dev'essere un'altra paziente con un dolore forte. Non sembra Laura, la sua voce è diversa." Continuò a sfogliare la rivista, ignaro.
Dentro, l'orgasmo di Laura esplose. La figa si contrasse intorno al cazzo di Jamil, schizzandole i succhi addosso mentre lui le veniva dentro, riempiendola di sperma caldo e denso. Il dottore seguì a ruota, scaricando nel suo culo, il suo seme che gocciolava fuori. Laura crollò sulla poltrona, ansimante, il corpo tremante di dopo-scosse.
"Blocco sbloccato," annunciò il dottore, pulendosi. "Torna tra una settimana per il follow-up, per consolidare i risultati." L'infermiera spense la telecamera e le passò una busta con 500 euro.
Laura si rivestì in fretta, le gambe molli, la figa e il culo doloranti ma soddisfatti. Il mal di testa era svanito, sostituito da un calore piacevole. Quando Carmelo entrò, lei sorrise. "Tutto a posto, amore. Il dottore ha detto che era stress, e mi ha dato una cura speciale. Sto già meglio."
Carmelo la baciò sulla fronte, notando solo il rossore sulle sue guance. "Bene, andiamo a casa." Uscirono mano nella mano, lui senza sospettare nulla, mentre Laura ripensava alle spinte potenti che l'avevano 'curata'.
Il Follow-Up: Una Settimana Dopo
Passarono sette giorni, e Laura si sentiva trasformata. Il mal di testa non era tornato, e una nuova energia la pervadeva. Ma il dottore aveva insistito sul follow-up, e lei, intrigata e un po' dipendente dal brivido, prenotò un altro appuntamento. Questa volta, decise di andare da sola, inventando a Carmelo una commissione veloce. "Vado a fare la spesa," mentì, il cuore che accelerava all'idea.
Arrivò allo studio nel tardo pomeriggio, lo stesso edificio anonimo. Il dottore la accolse con un ghigno complice. "Ben tornata, Laura. Vediamo come procede lo sblocco." Non ci furono convenevoli: la portò direttamente nella stanza delle visite, dove la poltrona ginecologica la aspettava come un vecchio amico.
"Spogliati e mettiti in posizione," ordinò. Laura obbedì senza esitare, le mutandine già umide al ricordo. Si sdraiò, gambe aperte, la figa che pulsava in attesa. Il dottore la esaminò, infilando due dita dentro di lei e muovendole piano. "Bene, si è rilassata. Ma per il consolidamento, dobbiamo intensificare. Chiamo il team."
Prima entrò l'infermiera, telecamera in mano. "Oggi giriamo il sequel scientifico," disse con un sorriso. Poi il dottore chiamò: "Jamil! E stavolta porta un amico!" Jamil arrivò, il suo corpo atletico che riempiva la porta, seguito da un altro ragazzo di colore, più giovane e snello, con un piercing al labbro. "Lui è Marcus, esperto di doppia penetrazione," spiegò il dottore.
Laura sentì un brivido di eccitazione. Indossò la maschera, e la sessione iniziò. "Inizia con la bocca," disse il dottore, tirando fuori il cazzo. Laura lo prese tra le labbra, succhiandolo con avidità, la lingua che lambiva la vena pulsante. Jamil e Marcus si avvicinarono, lei alternò: prima Jamil, ingoiando il suo membro spesso fino alla base, poi Marcus, più lungo, che le sfiorava la gola. La saliva scorreva, e lei gemeva intorno ai loro cazzi, le mani che li accarezzavano.
L'infermiera zoomava, catturando i dettagli: le labbra tese, i gemiti soffocati. "Ora, sul lettino," ordinò il dottore. La girarono a pecorina, il culo esposto. Jamil si posizionò per primo, lubrificando il suo cazzo con la saliva di Laura prima di spingere nel suo culo. Lei ansimò, il bruciore che si trasformava in piacere mentre lui la riempiva, affondando con spinte lente e profonde.
Marcus prese la figa, entrando con un colpo fluido, il suo cazzo che si univa a quello di Jamil separati solo da una sottile parete. Laura urlò, il doppio riempimento che la faceva tremare. "Cazzo, sì! Scopate più forte!" gridò, spingendo indietro contro di loro. I due pompavano in alternanza, uno dentro mentre l'altro usciva, i loro corpi sudati che sbattevano contro di lei.
Il dottore non rimase inerme: si mise davanti, ficcandogli il cazzo in bocca per un pompino profondo. Laura lo succhiava con foga, le lacrime che colavano sotto la maschera, mentre il suo corpo veniva invaso da tre lati. L'infermiera filmava tutto, passando da un'angolazione all'altra: il culo dilatato da Jamil, la figa gocciolante intorno a Marcus, la bocca piena del dottore.
Cambiarono posizioni: la misero sulla schiena, gambe alte. Il dottore entrò nella figa, Jamil nel culo, e Marcus le cavalcò il viso, scopandole la bocca. Le spinte erano sincronizzate, i cazzi che la dilatavano al limite. Laura venne per prima, la figa che si contraeva in spasmi violenti, schizzando sul dottore mentre urlava intorno al cazzo di Marcus.
Uno dopo l'altro, esplosero: Marcus le venne in bocca, lo sperma caldo che le colava sul mento mentre lei ingoiava avidamente. Il dottore la riempì nella figa, il suo seme che traboccava. Jamil seguì nel culo, pompando fino all'ultima goccia. Laura giacque lì, esausta e appagata, il corpo coperto di sudore e fluidi.
"Follow-up perfetto," disse il dottore, porgendole altri 500 euro. "Torna quando vuoi per manutenzione." Laura si rivestì, le gambe tremanti, sentendosi più viva che mai. Uscì dallo studio con un segreto bollente, già pensando al prossimo appuntamento. A casa, Carmelo notò solo il suo buon umore, ignaro del 'trattamento' che l'aveva resa così radiosa.
studio medico poltrona ginecologica doppia penetrazione pompino anale ripresa video coppia-marito-moglie team sessuale
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La cura inattesa :

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
